Autore: MARCO
Data mail: 27.11.2008
La classe non è acqua. In realtà non avevo mai visto il film sull'11 settembre; pensavo fosse la solita marchetta americaneggiante e l'avevo scartato a priori. Grazie a voi ho scoperto che avevo completamente sbagliato. Ho visto il pezzo di Loach sul vostro sito e sono andato a ricercare quel film. Straordinario! Tanti modi diversi di raccontare un evento come quello delle torri calandolo, ogni volta, in una realtà diversa. Ora sono contento di averlo visto e mi dò dell'imbecille per non averlo fatto prima, vittima di infondati preconcetti. Grazie a voi. Marco.
Autore: NATASCIA
data mail: 21.11.2008
Tra i corsi e
ricorsi della Storia, per dirla alla Vico, tra memoria collettiva e storia
individuale. Sono questi i poli di oscillazione che caratterizzano " Tra
Memoria E Futuro " di M. Devenuti e " 11 Settembre " di Ken Loach.
Splendidi filmati entrambi.
Il primo, viaggia tra un colto repecheage di locandine propagandiste dell'epoca
ed una sorta di medioevalizzazione delle immagini sul dolore.
La sofferenza, il dolore, la dignità negata, non dovrebbero mai cadere sotto
l'oblio del tempo, una spada di Damocle, che aleggia sempre sopra la testa
dell'umanità e se non saputa governare porta a ripercorrere gli stessi errori.
Chi dimentica il passato è costretto a riviverlo.
Triste dirlo, ma anche il dolore, ormai è diventato un volgare fatto mediatico,
dove la coloritura delle immagini, la morbosità dei particolari, uno per tutti
le torture di Guntanamo, sono riusciti ad infrangere il tabù della morte o per
meglio dire la composta dignità di un corpo morto.
Uso volutamente il termine di medioevalizzazione delle immagini, nel senso sovra
esposto,
ma anche per significare un altro concetto più subdolamente pericoloso.
La mancata spettacolarizzazione di un evento, in questo caso storico, porta
sempre di più
un'assenza d'interesse, specialmente da parte dei giovani, come dire che se
quelle immagini avessero fatto riferimento alle torture medievali, forse, per
via della morbosità intrinseca avrebbero trovato un maggiore interesse.
Così, se un evento storico, passa di moda, mi si lasci passare il termine, viene
riconfezionato dal revisionismo, dove *storici* improvvisati, come le stesse
fonti che citano, riescono a legittimare persino, la Weltanschauung del "Mein
Kampf ".
In questa ottica " Tra memoria e futuro " si carica di una forte valenza
didattica, un lavoro secondo il mio punto di vista, destinato ad essere fruito
da un grande bacino di utenza, i giovani e le scuole in particolar modo, per la
sua stessa natura e per come è stato strutturato riuscirebbe più di tante
sonnacchiose lezioni di storia, a risvegliare l'interesse se non storico
quantomeno umano.
Un approccio storiografico di questo tipo, ha necessità di trovare un adeguato
canale di comunicazione e conoscenza per evitare di finire tra il lavoro di
nicchia, o peggio ancora il ricordo nostalgico.
Sarebbe un vero peccato.
Complimenti veri all'Autore, che come leggo dalla scarna biografia, è stato
anche un buon assessore.
Per evitare di superare i limiti della decenza sindacale in questo caso la
lunghezza, dirò soltanto che il filmato di Loach mi ha commosso.
Dire di più sarebbe superfluo.
Natascia