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ARTICOLO 21

INFORMAZIONE E LIBERTA'

 

 

Autore: Simona

Data mail: 21.5.2009

Straordinario. Avevo perso la puntata e ritrovarlo quì e poterlo vedere in santa pace è stato un bel regalo. Grazie e complimenti a Iacona.


Autore: Silvano

Data mail: 10.5.2009

Grande Iacona. Veramente un servizio di grande professionalità. Deciso, secco e al cuore del problema. Guerra e non missioni di pace.


Autore: Stefano

Data mail: 25.4.2009

A parte qualche testata giornalistica superstite, tutta l’informazione è allineata ad un potere perbenista e filo-clericale. Forse nel web esiste un maggiore accesso legato alla semplicità di poter mettere a disposizione lo spazio a basso costo. Il costo invece di carta stampata o televisioni è assolutamente proibitivo per chiunque non faccia riferimento alla pubblicità per sostenersi, e sappiamo bene tutti a chi è in mano questo mercato. Certo il ruolo educativo ed informativo ne soffre, ma andando avanti si spera che i cambi generazionali portino ad un uso della rete più diffuso, mettendo da parte proprio gli strumenti tradizionali. Parliamo però di almeno 20 anni in avanti, e nel frattempo dovremo digerire lo stato di cose attuale. Intanto, teniamoci informati…almeno chi può e chi vuole.


Autore: Marco

Data mail: 20.4.2009

A proposito di libertà e di informazione, in mezzo a tanta omologazione fa effettivamente specie vedere un disegnatore, Vauro, che se ne sbatte e continua a stare dalla sua parte. Da una parte, certo, come tutti gli altri. C’è qualcuno che, aldilà delle stupidaggini, può dire di non stare da una parte. Vauro sta dalla sua, e dalla sua parte ci sono anche qualche milione di persone che pagano lo stesso canone del leghista o del forzista. Se la RAI è di tutti, è anche di chi la pensa come Vauro, e mettere a tacere una sola parte, una sola fazione, ha un nome: CENSURA. Ciao.


Autore: Aldo

Data mail: 17.4.2009

Se l’America ha pianto sotto Bush, certo l’Italia non ha da ridere. Ora se la prendono con un vignettista e torna lo spettro delle liste di prescrizione. Che cazzo di Paese! Solidarietà a Vauro.


Autore: Stefano

Data mail: 16.4.2009

Ricomincia il film già visto qualche anno fa. Una replica? Sì, deve essere una replica perché gli attori sono gli stessi, i motivi sono gli stessi, e le chiacchiere dei politici sono le stesse. Se ricordo bene però il finale non era triste. Santoro si è beccato diversi soldini ed è stato reintegrato, gli altri si sono fatti un sacco di pubblicità e nei teatri fanno il pieno. Vauro: quasi quasi conviene anche a te, tanto spazi per fare il tuo lavoro ne trovi dove e quando vuoi. E questi qui, quelli che gridano allo scandalo, non saranno mica eterni!?! E noi non abbiamo fretta, aspettiamo. Tieni duro Vauro!

>Admin: Sei un trucido; dalla parte giusta ma sei trucido! Ciao


Autore: Enrico

Data mail: 29.03.2009

La cosa è ancora più seria di come la descrive vonKleist, anche se certo ha fatto un quadro preoccupato. Riferendoci alla situazione italiana, in particolare a quella televisiva (anche se la carta stampata non è molto dissimile), ci troviamo con 6 reti nazionali in cui passa un unico messaggio informativo, sempre quello salvo rare eccezioni. Non mi riferisco solo a Berlusconi, ma al messaggio perbenista e conformista che dilaga. Non puoi più dire una parola fuori dal coro che vieni tacciato subito da "ideologicamente inquadrato". Perchè, chi lancia il messaggio standard non fa ideologia allo stesso modo?  Chi dice banalità allineate, passa per moderato e quindi "per bene"; chi invece prova a dare qualche notizia in modo più trasparente, o non trova spazi, o se li trova finisce per essere inquadrato come eversivo. Se avete una parabola, provate a vedere come le notizie riguardanti il nostro paese vengano date all'estero. E cosa scrivono di noi i giornali esteri. A me non fa certo piacere, ma se si continua a gestire l'informazione in questo modo, non ce la faccio a criticare chi, giustamente, ci critica all'estero.

Spero arrivino altri video sul tema; lo trovo interessante. Bravi. Ciao, Enrico.

>Admin: Arriveranno Enrico; piano piano, un pò per volta. Ciao e grazie.


COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni