GRIDA DALLA PALESTINA
Autore: Mirco
Data mail: 26.4.2009
Vero, sono di nuovo scomparsi i Palestinesi da tutti i
notiziari e da tutti i giornali. Ma non sono scomparse le motivazioni che
portano ad acuire le tensioni per poi sfociare nell’ennesima guerra in cui a
pagare saranno ancora una volta i civili. Concordo con il video: uno stato
autonomo sotto l’egida dell’ONU. Non vedo altra soluzione. Ciao
Autore: Sandra
Data
mail: 21.4.2009
Scomparsi, di nuovo scomparsi
dai media i Palestinesi ed il loro dramma. Se ne parla solo quando bisogna
giustificare i bombardamenti […] o quando qualcuno esasperato si fa esplodere.
Poi tutto scompare ed i loro problemi restano soltanto loro. Bello il video,
complimenti.
Autore: Antonietta
Data mail: 31.03.2009
Sono andata a curiosare sul sito di Al Jazeera, sollecitata
dal vostro video, e sono rimasta sconvolta. Come si fa a restare impassibili di
fronte ad una aggressione così feroce. Sono d’accordo con chi propone all’ONU la
messa sotto accusa del governo Israeliano. Ho specificato del GOVERNO, e non
degli Ebrei; ma pure questo governo rappresenta l’espressione del popolo, e ho
il timore di scoprire, spero di no, che tutti gli Israeliani siano d’accordo con
quanto avvenuto. Come si fa ad uccidere migliaia di civili innocenti per
rappresaglia a dei missili che riescono, nella peggiore delle ipotesi, a fare
pochi danni e, molto raramente, vittime. C’è una sproporzione disumana. E c’è il
bisogno di creare uno stato, un luogo fisico dove poter ipotizzare una vita
normale (dopo più di 60 anni) per i Palestinesi. Terribile.
Autore: Sandro
Data mail: 31.03.2009
E’ molto ragionevole ciò che dite. Sono d’accordo con voi,
con il video e con il vostro commento scritto nella pagina. Il sionismo ha vinto
e non esistono più (se mai ci sono state) le condizioni per la coabitazione dei
due popoli. L’unica soluzione è quella che, ragionevolmente, prospettate.
Bello e molto triste. Ciao.
Autore: Pippo
Data mail: 24.03.2009
Accadrà prima o poi che nasca uno stato Palestinese? O per
qualcuno è meglio che l'area resti instabile, tanto da giustificare la corsa
agli armamenti e un perenne stato d'assedio con forte presenza militare?
Autore: Alessandro
Data mail: 27.02.2009
Ho assistito allo sconcertante spettacolo dell’assemblea
dei “potenti” del mondo intorno alla ricostruzione di Gaza dopo gli ultimi
bombardamenti. Il nostro Silvio non perde occasione per rilanciare (dovunque)
l’ennesimo piano Marshall. Visto che poi mollerà miliardi a Gheddafi concludendo
l’annosa vicenda dei danni di guerra alla Libia a distanza di 70 anni, perché
non propone l’idea di far pagare subito ad Israele i danni provocati a Gaza. Noi
risparmieremmo un bel pò di soldi e, forse, Israele ci penserebbe un pochino di
più a radere al suolo intere città. E poi, nei danni di guerra, qualcuno
quantificherà anche le migliaia di persone uccise? E magari un bel fondo per i
bambini (quelli superstiti) orfani?
Autore: SERGIO
Data mail: 30.1.2009
Ho visto finalmente tutto intero (ne avevo visti soltanto
spezzoni su You tube) il servizio di Ranucci. Non ho potuto fare a meno di
pensare a quello che sta accadendo in Palestina. Ho letto la mail di Saverio e
non penso ci sia molto da aggiunge. Forse, aggiungerei la mia firma a quanto
dice. E’ sacrosanto e banale. Talmente banale che la malafede della politica
internazionale fa finta di non vedere. Intanto, più che ad una guerra (la guerra
si fa in due) assistiamo ad un genocidio. Ciao.
>Admin: Sì, è così. La guerra si
fa tra due eserciti, militari contro militari, armi contro armi, ed è già una
cosa che non vorremmo mai vedere. Ma questa, di sicuro, non è una guerra. E’ il
genocidio di un popolo, quello Palestinese, che assiste impotente alla propria
fine. Da questo partiremo per fare la nostra piccola parte; stiamo montando un
video con immagini di Al Jazeera, la mail di Saverio e qualcosa di intelligente
da inserire per “sensibilizzare” (come si diceva una volta) qualcuno che, al
tema, non è particolarmente sensibile. Presto lo troverai nel sito. Ciao.
Autore: SAVERIO
Data mail: 10.1.2009
Dal 1947 i Palestinesi aspettano la creazione del loro stato, come l'ONU
decise allora per la creazione dello stato ebraico. Per obbligare i Palestinesi
ad abbandonare i territori loro assegnati (veramente poca cosa), alcuni gruppi
sionisti fecero ricorso al terrorismo (è storia, non chiacchiere), tanto che
oltre 10.000 palestinesi fuggirono in quelli che vennero chiamati "campi
profughi" in Cisgiordania e nella striscia di GAZA, la terra più inospitale del
pianeta allora amministrata dall'Egitto. Ad oggi i rifugiati Palestinesi sono
più di 3.700.000 disseminati in oltre 70 campi profughi per lo più fuori dai
confini dei territori loro assegnati. Solo il 19% del territorio è sotto il
controllo (nominale) dell'autorità Palestinese, contro oltre l'80% sotto il
diretto controllo israeliano. La situazione peggiorò (se solo fosse possibile)
dopo che gli israeliani occuparono quei territori nella guerra dei 6 giorni del
1967. Da allora (e un motivo ci deve pur essere) quelli si chiamano territori
occupati, a dispetto delle decine di risoluzioni ONU (ignorate da Israele con il
supporto del veto USA) che ne "imponevano" la riconsegna; cosa che non solo non
è avvenuta, ma su quei territori si sono moltiplicati nuovi insediamenti di
coloni israeliani. Da allora (da 60 anni) la maggior parte dei Palestinesi vive
in campi profughi e sotto embargo anche per i beni di prima necessità; quale
popolo potrebbe sopportare questo in silenzio?
E' fin troppo evidente che la
soluzione dei problemi della "terra santa" passa per la creazione, una volta per
tutte, di un vero stato Palestinese, come accadde per quello di Israele, sotto
la tutela dell'Onu e nel rispetto del diritto internazionale. C'è un'altra via
per la soluzione del problema Palestinese, ed è quella dello sterminio dei
Palestinesi, così che non serva più pensare ad altro, e se si continua così,
nell'ipocrita silenzio generale, questa tragica soluzione non sarà così
fantasiosa.
A quando uno stato, una terra per i Palestinesi? Quando
potremo smettere di assistere impotenti allo sterminio, al genocidio di un
popolo deriso ed esasperato che lancia sassi e "missili impotenti" ed inefficaci
per ricordare al mondo la sua esistenza?
Mi piacerebbe vedere questo scritto pubblicato sul vostro sito.
Grazie, Saverio.
>Admin: Caro Saverio, il tuo grido di dolore è anche
il nostro. Mentre ti rispondo è il 12 di gennaio di un 2009 che non promette
niente di diverso rispetto agli anni passati. Ancora sassi e piccole armi
inutili contro l'esercito più equipaggiato del mondo e la comunità
internazionale a farsi "pippe" prima di imporre un vero cessate il fuoco. Ad
oggi si parla di una cifra vicina ai 1000 morti di cui gran parte civili,
uomini, donne e bambini inermi; uno sterminio. Una piccola bandiera Palestinese
nel nostro sito è ben poca cosa rispetto agli eventi, ma tra le poche cose che
ci è possibile fare, questa è una di quelle. Ciao.