Cinemacorto.Forum

TRA MEMORIA E FUTURO

Autore: Andrea

Data mail: 21.4.2009

Il 25 aprile è vicino, e Franceschini non trova di meglio da fare che sfidare Berlusconi a partecipare alla ricorrenza. Ma cosa te ne frega di uno che fa comunella con i fascisti e che annovera gente come Dellutri nelle sue fila? Se l’opposizione si fa così, il nano maledetto andrà avanti ancora per 20 anni. Buon 25 aprile a tutti.


Autore: NATASCIA

data mail: 21.11.2008

Tra i corsi e  ricorsi della Storia, per dirla alla Vico, tra  memoria collettiva e storia individuale. Sono questi i poli di oscillazione che caratterizzano " Tra Memoria E Futuro " di M. Devenuti e " 11 Settembre " di Ken Loach.
Splendidi filmati entrambi.
Il primo,  viaggia tra un colto repecheage di locandine propagandiste dell'epoca ed  una sorta di medioevalizzazione delle immagini sul dolore.
La sofferenza, il dolore, la dignità negata,  non dovrebbero mai cadere sotto l'oblio del tempo, una spada di Damocle, che aleggia sempre sopra la testa dell'umanità e se non saputa governare porta a ripercorrere gli stessi errori.
Chi dimentica il passato è costretto a riviverlo.
Triste dirlo, ma anche il dolore, ormai è diventato un volgare fatto mediatico, dove la coloritura delle immagini, la morbosità dei particolari, uno per tutti le torture di Guntanamo, sono riusciti ad infrangere il tabù della morte o per meglio dire la composta dignità di un corpo morto.
Uso volutamente il termine di medioevalizzazione delle immagini, nel senso sovra esposto, ma anche per significare un altro concetto più subdolamente pericoloso.
La mancata spettacolarizzazione di un evento, in questo caso storico, porta sempre di più un'assenza d'interesse, specialmente da parte dei giovani, come dire che se quelle immagini avessero fatto riferimento alle torture medievali, forse, per via della morbosità intrinseca avrebbero trovato un maggiore interesse.
Così, se un evento storico, passa di moda, mi si lasci passare il termine, viene riconfezionato dal revisionismo, dove  *storici* improvvisati, come le stesse fonti che citano, riescono a legittimare persino, la Weltanschauung  del "Mein Kampf ".
In questa ottica " Tra memoria e futuro " si carica di una forte valenza didattica, un lavoro secondo il mio punto di vista, destinato ad essere fruito da un grande bacino di utenza, i giovani e le scuole in particolar modo, per la sua stessa natura e per come è stato strutturato riuscirebbe più di tante sonnacchiose lezioni di storia, a risvegliare l'interesse se non storico quantomeno umano.
Un approccio storiografico di questo tipo, ha necessità di trovare un adeguato canale di comunicazione e conoscenza per evitare di finire tra il lavoro di nicchia, o peggio ancora il ricordo nostalgico.
Sarebbe un vero peccato.
Complimenti veri all'Autore, che come leggo dalla scarna biografia, è stato anche un buon assessore.
 Per evitare  di superare i limiti della decenza sindacale in questo caso la lunghezza, dirò soltanto che il filmato di Loach mi ha commosso.
Dire di più sarebbe superfluo.
Natascia


Autore: ALDO

Data mail: 7.10.2008

Tema: S.ANNA DI STAZZEMA

[...] sto pensando anche io di indire una conferenza stampa in cui annunciare al mondo che ho dei "documenti segreti" (documenti che ho solo io) in grado di rivoluzionare tutta la storia fino ad ora conosciuta. Documenti segreti che svelano come Giulio Cesare in realtà sia morto non per le pugnalate di Bruto, ma per un raffreddore che, in spregio alle regole democratiche, gli aveva inoculato il capo dell'opposizione al senato romano. Un altro documento segretissimo da cui appare evidente che Salvator Allende non è morto sotto i bombardamenti dei golpisti cileni, ma per mano di un sottosegretario prezzolato dai filo-democristiani all'opposizione in Cile. Ne ho altri, di documenti, che rimetterebbero addirittura in discussione.... No! Basta. Mi fermo. Potrei anche usarli questi fantomatici documenti, o magari fare dei films per revisionare la storia fino ad ora conosciuta e farci dei soldi, ma....ho il timore che non siano poi così attendibili. Se poi provengono da quel Pentagono che ripeteva al mondo intero che Saddam  aveva tonnellate di armi di distruzione di massa, potete capire perchè mantengo questo dubbio. Anche chi da un luogo lontano migliaia di chilometri dalla Toscana ha la pretesa di raccontare a noi, e ai superstiti, come sono andate le cose più di 60 anni fa, dovrebbe essere almeno un pochino più che "assolutamente sicuro" che quello che dice non è una puttanata (come sembra essere).

Oppure lo dica: mi serviva pubblicità per un film che racconta una storia "liberamente tratta" da fatti veri, un romanzo, una fiction. L'avremmo anche capito e perdonato, ma non così. A furia di revisionismo finiremo per dover mettere anche in discussione la bontà della lotta partigiana, e per quei patrioti rispolvereremo i termini che usavano i nazisti: malavitosi, banditi, terroristi. Arriverà qualcuno, magari dall'America, che vorrà convincerci che quei 560 uomini, donne e bambini trucidati a S. Anna, se ne sono andati in realtà per il morbillo. Limite! Rispetto! Dignità! Caro Spyke [...]

> Administ: Hai ragione Aldo; penso che il limite del buon senso sia stato superato, anche se sta a noi conservare e perpetrare la memoria e sbugiardare chi, anche legittimamente (per soldi o per fare pubblicità gratuita ad un suo film) racconta una storia che sappiamo essere una bufala. La democrazia è anche questo. Ciao


Autore: MARCO

Data mail: 12.9.2008

Ciao, [...]il mio modo di pensare è decisamente diverso dal vostro, ma mi piace quello che fate e per questo vi scrivo. Ieri era l'11 settembre e, come al solito, nel web ci si è scatenati per dare addosso agli Americani, le vittime dell'11 settembre. Posso anche condividere il fatto che la reazione, tutte quelle guerre e tutti quei morti civili siano un prezzo troppo alto, ma non si poteva restare a guardare. Voi di sinistra vedete soltanto i vostri morti e quelli degli altri...che si arrangino. Anche la polemica sulle parole di La Russa sui morti della Repubblica Sociale torna comoda quando a farla è uno di destra; quando quelle cose le diceva Violante però andavano anche bene. Penso ci voglia rispetto per tutti i morti, per tutte quelle persone che si sono immolate per un ideale, anche senza essere comunisti per forza. Perchè no? Ciao, Marco.

> Administ: Caro Marco, non critico il tuo modo di pensare (anche se non lo condivido) e non per questo faccio finta che tu non abbia posto delle domande; ti risponderò.

Non sono uno da iscrivere tra gli "adoratori" di Violante e, salvo demenza senile, penso di non diventarlo mai. Che un problema lo ponga uno di sinistra o di destra è per me indifferente. Tu dici "rispetto per tutti i morti"; assolutamente sì. Non mi troverai mai a profanare tombe dei miei avversari politici o a sputare su una lapide, ma la morte non assolve e non muta l'operato in vita di chi non c'è più. Amo continuare a distinguere il "carnefice" e la "vittima"; sia da vivi che da morti. Così, quando l'11 settembre si commemorano, giustamente e dolorosamente, le vittime innocenti ed inconsapevoli delle torri gemelle, a nessuno, nè ad un comunista, nè ad un inveterato Anti-Americano, nè al più facinoroso pacifista, verrà in mente di commemorare anche la morte dei terroristi che guidavano gli aerei finiti sulle torri. Non facciamo inutili ipocrisie: i morti non sono tutti uguali. C'è chi muore da vittima e c'è chi muore da carnefice; vogliamo conservare almeno questa distinzione? Gli ideali sono importanti, ma se finisci per trasformarti in carnefice di vittime inconsapevoli ( che accada a New York, a Salò, in Siberia, a Fallujah o a Santiago del Cile), ci deve essere qualcosa di sbagliato in quell'ideale. Tutto qui. Ciao Marco.


Autore: GIANLUCA

Data mail: 9.9.2008

Ciao, ragionavo un pò sul parallelo fatto da voi tra i due 11 settembre, quello cileno e quello statunitense (non entro nella polemica sugli attentati). Di quello cileno che oramai non ricorda più nessuno, e di quello statunitense che ancora oggi condiziona il modo di vivere collettivo. Allende morto, sepolto e dimenticato insieme a decine di migliaia di cileni, e le due torri con il loro carico di quasi tremila morti che ancora oggi sarebbero alla base delle guerre nell'oriente. Conoscere il numero vero delle vittime civili provocate da queste "guerre contro il terrorismo", è cosa che non sapremo mai, come non sapremo mai perchè donne, vecchi e bambini dovranno morire ignari sotto bombe "giuste" sganciate da noi occidentali. Allo stesso modo di come non sapremo mai perchè un ad un popolo (quello cileno in questo caso) non è stato concesso il diritto all'autodeterminazione da parte della superpotenza USA tra il consenso, o quantomeno il silenzio, di tutto il resto del mondo "civile".

L'11 settembre non è una bella data, nonostante proprio in questa giornata siano accadute cose da cui il mondo poteva e doveva trarre insegnamenti straordinari. Invece, l'unico insegnamento che sembra prevalere è "dimmi da che parte stai e ti dirò quello che puoi e quello che non puoi fare". Io, userò questo 11 settembre per ricordare tutti quelli che sono morti e che continuano a morire per eventi accaduti in questo giorno, che siano progressisti cileni morti nelle galere fasciste nell'indifferenza di tutti, o civili americani schiacciati dal cemento, o che siano uomini, donne o bambini vaporizzati da bombe volanti sganciate senza neanche voler conoscere cosa c'è sotto. Ciao, Gianluca.

> Administ: Come non condividere!?! Grazie Gianluca.


Autore: SILVANO

Data mail: 1.08.2008

Tema: 2 AGOSTO. BOLOGNA TANTI ANNI FA.

Salve, vi debbo ringraziare. Mi sono commosso sul "cos'altro dovremo vedere che non abbiamo già visto" del video WAR. Sono un familiare delle vittime della stazione di Bologna e non riesco ancora a rassegnarmi. Non può essere quello il modo di smettere la propria esistenza, come non doveva essere quello il modo per le tante persone che si sono trovate in altri luoghi al momento sbagliato, che fosse una torre a New York o un villaggio in Iraq. Dopo tanti anni ho maturato la convinzione che esiste una "guerra permanente" mai dichiarata in ogni luogo del mondo, e in quella guerra noi tutti siamo destinati ad interpretare il ruolo di inconsapevoli comparse. Attori mal pagati destinati al ruolo di vittime, e prima o poi, purtroppo, quel ruolo molti di noi saranno destinati a recitarlo. Quell'evento, la strage alla stazione di Bologna, è uno di quelli che ti "resettano"; non puoi fare finta che non sia accaduto, e non è così soltanto per me che in qualche modo sono coinvolto nella vicenda, è sicuramente così per tutti. Provate soltanto a pensare che ognuno di noi ricorda perfettamente dove era e cosa faceva quel 2 agosto di tanti anni fa. Alla stessa stregua di come lo ricorda per tanti altri eventi epocali. Eppure, seguendo una strana ed insensata logica, si finisce per cercare di rimuovere questi eventi, li si vorrebbero insabbiare, mistificare, distorcere e dimenticare quasi fossero delle parentesi scomode, qualcosa di fastidioso cui non pensare più. Come se fosse possibile! Domani tornerò a Bologna come faccio tutti gli anni, ma non andrò alla manifestazione ufficiale, no! Passerò in stazione di mattina presto, dirò una preghiera, e poi me ne andrò in un giardino sedendo su una panchina per riflettere e piangere. Solo, lontano dai clamori e dalle polemiche inutili. Nel vostro video c'è un famigliare delle vittime delle torri gemelle che conclude il suo intervento ringraziando semplicemente le persone che hanno ancora voglia di ascoltare e di pensare con la propria testa. Penso che anche voi facciate parte di quella gente e per questo, e per lo spazio che spero mi darete in questo piccolo sfogo, e per il vostro video, vi ringrazio. La memoria è importante; quale futuro potremmo aspettarci se tutti perdessimo la memoria degli eventi. Grazie ancora.

> Administ: Grazie a te.